Luca D. Majer
Caffè  Musica  ed altro  
 

Il caffè oltre ad essere la bevanda più bevuta al mondo (probabilmente proprio per questo) è anche la più enigmatica.

600 pagine sul caffè (in fase di editing, attualmente) che toccano di tutto e di più. Ovviamente non è il solito libro sul caffe'. Ce n'e' gia' cosi' tanti... Qui un breve frammento, dal capitolo sulle macchine di caffè ed il loro design industriale. 

 

"The two Jakes": Bob Evans con Jack Nicholson

 

 

 

DEE-JAY diciassettenne nell’Havana filo-americana, poi attore, poi venditore dei primi pantaloni per le donne americane, e infine produttore di film alla Paramount, marito di Ali McGraw (della quale produce il famosissimo “Love Story”), amico fraterno di Jack Nicholson (del quale produce “Chinatown”) e nemico di Francis Ford Coppola (di cui produce “Il Padrino”, che modifica profondamente), foto sulla prima pagina del New York Post perché arrestato dalla DEA con cocaina purissima (tanta, ma “per uso personale”), quattro ictus in due giorni e tombeur de femmes riconosciuto. E’ Robert Evans, nella cui incredibile autobiografia “The kid stays in the picture”, utilizza con gran frequenza l’attributo più valutato da chi basa la propria vita sulla peripezia continua: i cojones. Del tipo: c’è chi li ha e c’è chi non li ha.

Bob Evans e i suoi cojones mi vengono immediatamente in mente parlando di design, quella cosa che (semplificando, ai nostri fini) stende sulla trasformazione robotica della società un velo pietoso, esteticamente gradevole. E’ il fiocco sul pacchetto regalo, la ciliegina sulla torta della società post-industriale. (1) Il che non vuol dire che al design l’industriale medio vi presti molta attenzione: quando lo fa, o è perché tecnicamente non ha nulla da dire e cerca di distrarre l’acquirente con altro, oppure lo si fa con grazia e si diventa -come Apple o Alessi- un case-study universitario.

Il disegno industriale dei prodotti viene spesso lasciato a chi non ne ha la cultura specifica, ma tenta. Questo anche se costruire un prodotto “bello” non costa necessariamente di più. Vero, ma abbisogna di due condizioni; ci vuole buon gusto, che è merce rara, e soprattutto coraggio, per essere capaci di osare l’inosato e far progredire il gusto estetico. Ci vogliono, appunto, cojones. Per il resto -diceva un tale costruttore italo-americano mezzo secolo fa- bastano “10 dollari di bella cera”.

 

(1) Il geniale designer Shiro Kuramata, incontrato a Tokyo durante il mio primo viaggio in quella città incantevole, me la sintetizzò con poche parole: “una caserma con l’interior design curato da Walt Disney”. Ma è sempre estremamente meglio che una caserma senza il Walt Disney design.