Luca D. Majer
Musica  ed altro  
 

Jesus Christ "GG" Allin ridusse tutto il resto del punk ad una recita natalizia. Ma in qualche modo ci anticipò il mondo di oggi. Di buoni trent'anni.

 

 
 
 

 

 

"Il mio corpo è un tempio r’n’r, il mio sangue nella siringa e i miei fluidi corporali sono una comunione con la gente, che piacciano o meno. Non sono qui per piacere a nessuno, il mio r’n’r più che per intrattenere è per annientare." [GG Allin]
 
"Se questa è arte, può il signor Allin affittare un angolo del Museo di Arte Moderna e tirare le sue feci addosso a chi passa?" [Michael Steinhafel, PM al processo contro GG Allin, Milwaukee, 1991]
 
 
A 26 anni dalla sua morte GG è divenuto idolo underground e oggetto di ridicoli remake folk dei suoi pezzi hardcore. Persino Sergey Brin, sicofante-capo di una tra le più colossali operazioni di controllo di massa conosciute dalla civiltà, gli avrebbe dedicato (la storia è stata poi 'debunkata' da Google) un Doodle con tanto di vomito, piscio e siringhe da insulina, spiegando d’aver “codificato la prima iterazione del motore di ricerca Google mentre ascoltavo in loop Eat My Fuc.” Una ri-consacrazione che comunque GG avrebbe fatto di tutto per letteralmente smerdare, a discapito dell’odierno mondo politically fucking correct.
 
La produzione musicale di GG Allin (1956-1993) è torrenziale: Discogs parla di 33 LP, 26 singoli/EP, 33 compilations, 11 video e 30 CDr autoprodotti con buona parte prodotta postuma e reperibile in rete. Impossibile soffermarsici in dettaglio: per orientarvi sui primi dieci anni di GG vi consiglio la discografia dell’agiografo ‘ufficiale’ Jason Litchfield che trovate in due articoli (www.terminal-boredom.com/ggguide2.html): 14 pagg. doviziose di particolari sulle varie ristampe ed edizioni uniche e cassette autoprodotte. Per il fondamentale periodo terminale consiglio invece d’iniziare coi GG Allin & The Murder Junkies

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"In questo mondo le persone soffrono molto e in questo modo io lo faccio a me stesso.

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Di scena è insomma l'altra faccia dell'invenzione ideologica del sogno americano. Nessun pellegrinaggio in 5th Ave., o sulla Highway 1 o a Hollywood Blvd. GG ti ficca due dita nella presa elettrica di quel sogno. E' l'America da trailer-park, della white-trash rurale, delle ex-città fantasma, di gente che (perso l'ultimo bus) offre la propria vita in remissione dei peccati altrui.

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Pubblicato su BlowUp #257, ottobre 2019