Se Carmelo Bene tessette le lodi del cretino in "Nostra signora dei Turchi", gli Skiantos e Freak Antoni tessettero le lodi del demente.
Noi, distaccati, ci limitiamo a notare che la musica è oramai un ordigno.
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Per noi studiosi dei lati più ‘sociali’ della musica, la musica è uno strepitoso ‘fluidificante culturale” e parte essenziale dell’attività del soft power che accompagna qualsiasi opera d'informazione culturale strategica, similmente ad altre arti e discipline (si pensi alla potenza dello yoga per promuovere la cultura indiana e inorgoglirne i cittadini. O gli effetti ottenuti dagli odierni tour di balletti cinesi, in bilico tra Jiang Qing e Cirque du Soleil.ù9
Ma la musica è pure (come già discusso su BU#300) un “carburante” indispensabile per sortite militari tra la vita e la morte. O un commento indispensabile per definire cognitivamente i filmati - tra video-game e snuff movies - creati dai tremila droni giornalmente sfornati, secondo alcune fonti, dall’Occidente verso l’Ucraina - con le loro violente immagini in diretta miste a ironiche musichette o martellanti frammenti techno + emoji.
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Ovviamente non dimentichiamo l’endemico uso anti-depressivo della musica, oramai ubiqua nei ristoranti e in genere nei luoghi di ospitalità, trattata nei negozi quale componente dell’arredamento, o come parte della terapia nelle cliniche private o nei “centri benessere” ovvero nelle spa di tutto il mondo (occidentale.)
Musica sempre più omogenea, impersonale e ‘popolare’ che rifugge ogni asperità, adatta come colonna sonora di un mondo (occidentale) sempre più in guerra con (sé stesso e con) gli altri, pur sempre senza saperlo. Da seguire.
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Pubblicato su Blow Up, gennaio 2025.